Psicoterapia della coppia

La coppia nasce, cresce, cambia. E’ un sistema complesso di relazioni, la vita di coppia è influenzata dalle relazioni con le famiglie d'origine, dal tipo di professione, dagli accordi economici più o meno espliciti, dalle amicizie o dalle scelte riguardanti il modo di utilizzare il tempo libero, dall’eventuale presenza di figli o ex mogli o ex mariti e da molti altri fattori.

Ogni atteggiamento individuale nei confronti delle diverse sfere che compongono l'insieme dei rapporti di coppia è influenzato dall'intensità degli stimoli esterni ma, soprattutto, dall'atteggiamento del partner, a cui inevitabilmente rispondiamo con azioni che, a loro volta, producono retroazioni (feedback) in un complesso sistema circolare che a volte finisce per limitare la libertà o la sensazione di libertà d'azione dell'individuo nella coppia o nella famiglia.

Atteggiamenti e comportamenti che all'inizio della relazione procuravano benessere sono talvolta progressivamente estromessi dalla relazione di coppia che così s’impoverisce e si irrigidisce su comportamenti ripetitivi e apparentemente inevitabili.

In tutte le coppie in crisi, scatta un meccanismo psicologico particolare: ciascuno considera il partner il principale responsabile della situazione di tensione che si è creata.
Ciascun coniuge si barrica sulle sue posizioni e cerca di fare delle pressioni perché il partner cambi.
L’unico effetto che si ottiene è quello di far sentire il partner non capito, non apprezzato e poco amato.
Per migliorare il rapporto di coppia, occorre invece soffermarsi sulle proprie responsabilità nell’aver concorso ad instaurare una situazione insoddisfacente.

La psicoterapia si propone di aiutare la coppia a trovare un modo più costruttivo e soddisfacente di relazionarsi accrescendo la consapevolezza delle modalità relazionali, comunicative presenti nella relazione di coppia ed individuare gli aspetti che contribuiscono a generare ed alimentare la crisi.
La coppia si trova in una situazione di stallo: non riesce più a stare bene insieme ma neppure a lasciarsi.
Emergono diverse forme di conflittualità espresse in una crisi di coppia. Si può trattare di una coppia in cui i partner si attivano in una progressiva escalation di violenza verbale, psicologica, giungendo anche alla violenza fisica. In altri casi, ci si protegge dalla crisi mettendo in atto un progressivo distanziamento, persuadendosi che ciò possa consentire il protrarsi di una situazione di formale ed apparente buon funzionamento del rapporto, l’unica conseguenza è una profonda incomunicabilità. La conseguenza è che uno o entrambi i partner si ritrovano a non essere più coinvolti emotivamente dall’altro senza capire come siano arrivati a questa situazione. 

La terapia di coppia aiuta ad assumere un punto di vista inusuale, ma, al tempo stesso costruttivo. Ogni componente della coppia dovrebbe chiedersi: "Cosa sbaglio all'interno del mio rapporto di coppia?".

Purtroppo, non sempre i partner si muovono all'unisono nella ricerca di un nuovo equilibrio attivando tutte le loro energie. Queste situazioni saranno valutate insieme allo psicoterapeuta e decidendo insieme di mettere in attesa il percorso di coppia concentrandosi su una riattivazione delle risorse individuali, utilizzabili per il processo della terapia di coppia.

E’ possibile decidere per un percorso di terapia di coppia anche dove il disagio sia soprattutto sperimentato solo da uno dei due partner. Il soggetto che soffre sentirà il sostegno e la vicinanza della persona amata che rappresenterà un’importantissima risorsa terapeutica. Inoltre, il partner compartecipe alla terapia di coppia, potrà trovare uno spazio sicuro e protetto dove poter esprimere eventuali stati di fatica o di preoccupazione, senza temere di ferire l'altro.

La separazione  

La formazione della coppia e della futura famiglia rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita di un individuo. La coppia si struttura attraverso una serie di fasi che possono essere estremamente delicate e complesse. E’necessaria una continua “negoziazione” del proprio rapporto,  al fine di mantenere un sano equilibrio. Un matrimonio sano e armonioso è quello in cui le continue negoziazioni hanno portato i coniugi a mettere in atto dei cambiamenti  che  hanno poi determinato un reciproco appagamento dei propri bisogni e desideri. Il conflitto coniugale rappresenta qui un  elemento fondamentale della relazione di coppia e, in tal senso, una relazione senza conflitto é impensabile se non a costo di ignorare o annullare le differenze individuali.

Le coppie che arrivano alla separazione non sono quindi quelle in conflitto, ma quelle che non sono riuscite a gestire il conflitto rinegoziando il proprio modo di essere coppia.

La separazione non indica necessariamente la presenza di una situazione psicopatologica  all’interno della coppia. Spesso, infatti,  nonostante i numerosi  tentativi  fatti per superare la crisi coniugale, la separazione può rappresentare l’unica forma di sana evoluzione verso un equilibrio mentale e relazionale. Di frequente infatti le coppie si formano  in base al bisogno inconsapevole di compensare difficoltà psicologiche individuali, scoprendo solo in seguito di poter fare una scelta migliore per sé, per l'altro e per i figli stessi che non traggono alcun beneficio da un'unione infelice. In quest'ottica, la separazione coniugale può essere considerata quasi una forma di "terapia" cui si arriva quando i partner non sono riusciti ad individuare soluzioni migliori per risolvere il disagio di coppia. Esistono poi situazioni nelle quali si arriva alla separazione non come esito inevitabile - e condiviso - di un matrimonio che non ha più risorse, ma come decisione di un solo coniuge.

La separazione viene quindi subita e assomiglia, sul piano psicologico ed emotivo,  al vissuto di lutto per la perdita improvvisa di una persona cara. Sono situazioni nelle quali, solitamente, nel matrimonio ha prevalso la negazione del conflitto e della sofferenza pur di salvaguardare e garantire il "mito della coppia serena".